Giochi, Easg: l’Italia rischia di regredire verso il gioco illegale

su nataliam | 17th of September 2018
Giochi, Easg: l’Italia rischia di regredire verso il gioco illegale

È partita a Malta la dodicesima edizione dell'European Conference on Gambling Studies and Policy Issues che punterà i riflettori anche sull'attuale situazione del gambling regolamentato italiano. Nel panel “Freedom of choice or limited opportunities”, ossia “Libertà di scelta oppure opportunità limitate”, l'esperto di politiche e management dei giochi pubblici Emmanuele Cangianelli si propone di analizzare lo scenario che si prefigura nel Bel Paese con l'entrata in vigore della legge di conversione del decreto Dignità del ministro Di Maio, che vieta la pubblicità del gioco con vincita in denaro e relative sponsorizzazioni e con la riforma del settore annunciata dal Governo, prevista dalla stessa legge e attesa entro qualche mese.

L’esperto, che ha anticipato ai microfoni della testata GiocoNews i contenuti del suo speech, ha sostenuto che l’Italia rischia una regressione ed un ritorno al gioco illegale.

Cangianelli precisa l’importanza di aprire una discussione sul mercato italiano del gambling in ambito internazionale sottolineando che l’European Association for the Studies of Gambling, quale sede di confronto internazionale, rappresenta l’occasione ideale. “Tra le basi comuni di ragionamento c'è la concezione della centralità della regolazione dei prodotti e della distribuzione quale primario intervento pubblico e oggetto, proprio ai fini di regolazione, di studio continuo e approfondito in termini di prevenzione delle dipendenze e di equilibrio tra domanda ed offerta regolamentata. Si è discusso in precedenti edizioni dell’innovatività organizzativa e tecnologica del 'modello italiano'; ora è il momento di discutere specificamente di soluzioni di prevenzione efficaci e sistemiche. I partecipanti ai lavori di Easg hanno una lunga esperienza di analisi e applicazione di politiche di harm reduction, quindi di confronto tra costi e benefici dei modelli organizzativi e di prodotto regolamentati e delle loro potenziali evoluzioni per la tutela di quei consumatori che non sono in condizione di fruire consapevolmente dei prodotti di gambling”.

Analizzando il panorama attuale del gambling specifica che la situazione italiana è particolare e che si potrebbe verificare una regressione ed un ritorno all'illegale (leggi anche il nostro speciale sulla lotta al gioco illegale nel mondo), quindi alla perdita delle opportunità di prevenzione che il controllo dell’offerta comporta.

La situazione attuale è effetto di tentativi sterili di evoluzione delle regole di offerta, dal 2012 in avanti, guidati più da obiettivi parziali che da una visione sistemica del mercato dei giochi pubblici (perché di mercato si tratta!). E oggi questa sterilità regolatoria ha prodotto frutti pericolosi come la difformità di limitazioni locali, delle quali non è dimostrata l'efficacia preventiva delle dipendenze mentre è palese la criticità immediata in termini di difesa del perimetro del gioco regolamentato”.

Ritiene tuttavia che la riforma annunciata dal nuovo governo potrebbe rappresentare la via maestra per apportare dei correttivi.

Nei prossimi mesi si presenta, secondo le previsioni della legge 96/2018, l’ennesima opportunità di revisione del quadro generale di offerta: in essa si potrà tentare di inserire modifiche adeguate a garantire una nuova stabilità al gioco pubblico, avendo attenzione ad un più elevato livello di prevenzione assieme all’equilibrio economico di settore”.

Per ripensare una riforma che sia efficace, Cangianelli sostiene che occorre ripensare alcune componenti del modello integrato di offerta dei giochi pubblici, partendo dagli apparecchi che assorbono la maggioranza della spesa. A ciò si deve aggiungere l’adozione definitiva della tessera sanitaria per il controllo anonimo dell'età al fine di prevenire il gioco minorile in questa categoria di prodotti. Attingendo all'esperienza internazionale, si potrebbe considerare l’idea di modificare i parametri di gioco, per garantire un effettivo intrattenimento, soprattutto sulle Awp (invertendo la tendenza degli ultimi anni di aumento del prezzo di intrattenimento trasferendolo direttamente sui giocatori, per obiettivi fiscali): la riduzione del costo partita e l’aumento della sua durata media possono creare condizioni di gioco meno pericolose per i soggetti più predisposti.

La chiave del miglioramento dell’offerta in termini di prevenzione risiede anche in una maggiore qualificazione dei punti vendita ed in una tendenziale specializzazione degli esercenti (mantenendo tuttavia una rete ancora strutturata su alcune decine di migliaia di punti vendita).

In una rete così riorganizzata potrà essere possibile implementare un Registro nazionale di esclusione (da tutti i giochi proposti nel punto vendita) che, gestito tramite le reti telematiche di controllo, possa garantire un filtro efficace per i soggetti a rischio, l'individuazione evidente dei punti che offrono gioco controllato ed una opportunità di comunicazione sociale dell'esigenza di approcci consapevoli e responsabili al gambling. Una seria comunicazione pubblica su questi temi - al posto di una illogica propaganda - è condizione essenziale per garantire informazione ed educazione dei consumatori, aumentando la capacità di autocontrollo dei giocatori responsabili ed intercettando (proprio nei luoghi di gioco) le persone con difficoltà psicologiche tali da non fruire del gambling come un intrattenimento”, aggiunge.

Gli effetti di tali innovazioni cosí importanti nel gioco pubblico italiano potrebbero portare tendenzialmente a qualche ridimensionamento delle dimensioni economiche, a fronte tuttavia di una affermata sostenibilità sociale e politica del gioco pubblico.

In tal senso è ambigua la previsione della legge 96/2018 dove richiede invarianza di entrate; tale ambiguità andrà risolta completando il ridisegno del mercato italiano con il ripensamento, ormai urgente, del modello organizzativo-concessorio del retail, definendo il quadro delle regole e degli investimenti per il prossimo decennio”.

Esprimendosi sul sistema concessorio l’esperto sostiene che come strumento centrale della trasposizione di funzioni pubbliche ad operatori privati, debba essere sfruttato come un’opportunità utile per l’evoluzione dell’offerta di gioco pubblico.

“Bisogna tuttavia aggiornarne le logiche ed i contenuti, tendenzialmente su due direttrici: l’aumento delle funzioni di controllo tramite le reti telematiche, da un lato e, dall’altro, la revisione delle (attuali) differenti concessioni del retail, andando verso concessioni multiprodotto dotate di flessibilità temporali e geografiche oltre che di forme di coinvolgimento, anche economico, delle realtà locali”.

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