Gioco d’azzardo: un 2016 da record, il futuro è un’incognita

su nataliam | 20th of January 2017
Gioco d’azzardo: un 2016 da record, il futuro è un’incognita

Il 2016 è stato per tanti versi l’anno dei giochi. Semmai ce ne fosse bisogno, il settore dei giochi d’azzardo ha confermato una volta di più di essere una delle imprese trainanti dell’economia italiana: ha allargato i propri bacini, ha superato i vari spettri che le si sono posti dinanzi, ha mantenuto obiettivi e ha regalato veri e propri numeri da capogiro.

Ad evidenziare la tendenza dell’anno appena concluso e un record assoluto di spesa sono alcuni dati, che rilevano una spesa media di ogni italiano di 3 euro al secondo. Numeri incontrovertibili, che fanno degli italiani una delle popolazioni più avvezze al gioco, in considerazione dei 95 miliardi di euro giocati nell’arco dei 12 mesi. Ma più che le statistiche, ad impressionare è il raffronto con l’anno precedente: 7 miliardi di euro in più, un incremento dell’8% che sottolinea la salute del settore. L’evidenza di tale crescita inarrestabile è facilmente riscontrabile paragonando i dati a quelli del 2008 e del 1998. A distanza di 18 anni, infatti, gli italiani hanno speso più del 600% di quanto sborsavano per i giochi, e la spesa è pressoché raddoppiata dal 2008 al 2016.

A trainare un settore che negli ultimi anni ha regalato numerose soddisfazioni, risultando uno dei pochi comparti a risentire in minima parte degli effetti della crisi - o secondo alcuni esperti a non risentirne affatto, o addirittura a beneficiarne -, sono state Slot Machine e Vlt. Il giocatore italiano si conferma quindi “affezionato” frequentatore delle classiche macchinette che solitamente si trovano negli esercizi commerciali, che hanno generati introiti pari a 26,3 miliardi, mentre nelle cosiddette Vlt, apparecchi dove è concesso aumentare il range di spesa, gli italiani hanno “investito” quasi 23 miliardi. L’ammontare del ricavato di Slot e Vlt supera i 49 miliardi di euro, oltre il 51% del fatturato generale dell’intero comparto.

L'Erario ha incassato 10 miliardi di euro

I benefici non arrivano però soltanto per le aziende del comparto giochi, ma anche per lo Stato, che usufruisce del gettito per rimpinguare le casse con 10 miliardi, 1600 milioni di euro più di quanto incassato nel 2015. Sono state ancora Slot e Videolottery a contribuire maggiormente al gettito con una somma prossima ai 6 miliardi, soprattutto in seguito all’aumento della tassazione introdotta dalla Legge di Stabilità 2016. Positivo anche l’apporto del Gioco del Lotto e del fenomeno Gratta e Vinci, mentre il Superenalotto, da tanti esperti definito in calo, ha portato alle casse erariali quasi mezzo miliardo di euro.

Se però lo Stato ha incassato tanto, si sono moltiplicati anche i numeri relativi alla difesa del gioco legale: basti pensare ai numeri esorbitanti fatti registrare dalla Guardia di finanza e alla spesa necessaria per controllare al meglio il territorio rispettando i termini di legge relativi al gioco d’azzardo.

Il debutto sul mercato delle Awp da remoto

Gioco d’azzardo: un 2016 da record, il futuro è un’incognita

La promozione del gioco legale e il controllo del territorio sono solo due delle misure già effettive che il legislatore ha promosso in vista dei prossimi anni. Dal 2017 è atteso il debutto sul mercato delle Awp da remoto, apparecchi che sono destinati a rimpiazzare l’attuale parco delle new slot. Attorno allo sviluppo di questa nuova tendenza, però, restano ancora tanti i dubbi sulla realizzazione dei prossimi apparecchi da gioco, visto che la Legge di Stabilità non entra nel merito dei dettami tecnici e sarà l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a gestire l’evolversi della situazione, cercando di ideare una proposta concreta e tangibile che rispetti i termini di legge, anche se i ritardi sulla consegna sembrano essere proprio dietro l’angolo.

Dai Monopoli di Stato arrivano già però le prime idee sulle impostazioni da seguire per i nuovi apparecchi di gioco. Si parte dal comma 943 della Legge di Stabilità, che parla di gioco da ambiente remoto nell’ottica di una riduzione fino al 30% del parco macchine attuale. È chiaro quindi che la nuova generazione sostituirà le attuali “comma 6a” del Tulps, proponendosi sul mercato come un’evoluzione dei parametri di funzionamento delle slot. Dal punto di vista formale, dovrebbe dunque cambiare poco, visto che resterà attiva la differenziazione tra il parco slot e le videolottery: l’innovazione consisterebbe esclusivamente nell’introduzione di input del concessionario nella fase d’inizio della partita e di una verifica costante delle singole macchine da postazioni remote. Questa ipotesi potrebbe facilitare i controlli sugli apparecchi, spianando la strada ad una gestione ancor più digitalizzata e maggiormente improntata alla sicurezza. La variabile da non sottovalutare sono però i lavori parlamentari e della Conferenza unificata, che potrebbero portare ulteriori novità e stravolgere quanto già studiato dall’Agenzia delle Dogane e dai tecnici informatici.

Il contrasto alla ludopatia

Accanto alle misure per aumentare i controlli e di conseguenza la sicurezza del settore dei giochi d’azzardo, è sempre più forte il contrasto alla ludopatia. L’allarme è lanciato dall’Istituto Superiore di Sanità, che, attraverso la Relazione sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, ha esaminato il gioco d’azzardo patologico, inserendolo tra i Livelli essenziali di assistenza: "La dipendenza da gioco d’azzardo - si legge nel testo della relazione - è considerata grave dalla popolazione italiana, può nascere per difficoltà economiche (35%) e disagio sociale (32%), e può essere curata con l’aiuto dello psicologo (31,1%) o presso associazioni e comunità specializzate (28,4%)". Nonostante un range di spesa che si è moltiplicato costantemente negli ultimi anni per il gioco pro capite, gli italiani, secondo quanto si legge nella Relazione, non avrebbero rimorsi ad inserire misure contrastanti. In tanti chiedono la cancellazione del problema alla fonte, eliminando le slot dagli esercizi pubblici, ma restano importanti le proposte di divieto di fare pubblicità e la prevenzione nelle scuole. Secondo la popolazione, avrebbero meno efficacia l’eventuale introduzione di limiti negli importi delle giocate, un’informazione più capillare sui danni del gioco e la limitazione delle sale giochi.

Secondo Pietro D’Egidio, presidente della Federazione degli Operatori dei Servizi pubblici per le dipendenze (Federserd), la situazione è però più grave di quanto si possa pensare, in quanto "Le regioni non sono in grado di fornire dati completi e credibili sui servizi e sulle comunità terapeutiche, e mancano anche i dati sulla diffusione del fenomeno tra la popolazione generale. Per questo il gioco d’azzardo patologico dilaga e con esso la sofferenza delle famiglie". Gli operatori che quotidianamente lottano contro la ludopatia auspicano un intervento della politica nell’ottica di contrastare fattivamente il fenomeno patologico con misure commisurate all’entità della diffusione. Federserd ha stimato che basterebbe un investimento di 200 milioni di euro all’anno per gestire in maniera più approfondita la tematica dalla dipendenza dal gioco d’azzardo patologico in Italia, e per palesare in modo più evidenti i rischi per l’individuo e per chi gli sta attorno. In ogni caso, il 2016 appena concluso è stato un anno importante per il comparto giochi: in termini di numeri, di investimenti, di controlli e sicurezza, ma anche di salvaguardia degli italiani dalla degenerazione. Nel 2017, sarà la politica ad indicare la strada per incanalare un settore altamente produttivo entro canoni che non sfocino nella patologia.

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