Gioco d’azzardo e legislazione: il panorama delle leggi vigenti in italia regione per regione

su Giovanni Fiore | 7th of September 2015
Gioco d’azzardo e legislazione: il panorama delle leggi vigenti in italia regione per regione

VALLE D’AOSTA

Status legislativo

Legge regionale 11/2010 ‘Politiche e iniziative rvegionali per la promozione della legalità e della sicurezza'

Il 7 gennaio scorso in seno alla quinta commissione consiliare “Servizi Sociali” della Val d’Aosta, si è tenuta una riunione che ha visto la presa in esame del disegno di legge recante “Disposizioni in materia di prevenzione, contrasto e trattamento della dipendenza da gioco”. Il testo presenta modifiche alla legge regionale 11/2010 (Politiche e iniziative regionali per la promozione della legalità e della sicurezza).

Claudio Restano (Uv), eletto presidente della commissione, è il relatore del disegno di legge presentato nel Luglio scorso alla Giunta regionale: il testo si compone di 14 articoli e va ad accompagnarsi ad un’altra proposta di legge presentata precedentemente dai gruppi consiliari di opposizione, il cui relatore è stato Carmela Fontana del Pd. Rastano sottolinea la “volontà di lavorare sui due testi in maniera coordinata, con l'obiettivo di trovare una sintesi politica quanto mai necessaria per prevenire un fenomeno che sta assumendo proporzioni importanti anche in Valle d'Aosta" fino ad arrivare all’elaborazione di un testo unico di Commissione. Carmela Fontana si è dimostrata disposta a collaborare con la maggioranza dichiarando che “al di là delle appartenenze politiche, è importante trovare delle convergenze che siano di supporto ai cittadini, soprattutto in ambiti come questi che coinvolgono la salute e il benessere psico-fisico”.

A grandi linee ciò che ci si propone di intentare attraverso la legge è di riportare il gioco negli spazi deputati, come i Casinò, con una distanza minima di 500 metri da luoghi sensibili; vietare la pubblicità per queste attività; trasparenza sulla proprietà e la gestione delle sale slot; sperimentare per un anno l'aumento dello 0,1% dell'Irap per chi continuerà ad avere le slot e una riduzione dello stesso valore per gli esercizi che le bandiranno.

 

PIEMONTE

Status legislativo

Legge regionale 14/2014 sul trattamento e contrasto della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico

L’ultima legge regionale in materia è stata approvata nel febbraio 2014 dal Consiglio Regionale e prevede l’adozione di misure per la prevenzione ed il contrasto delle forme di dipendenza dal gioco d'azzardo lecito.

Secondo la legge, spetta alla Giunta regionale la definizione di linee di indirizzo e la preparazione di un piano triennale che andrà presentato al Consiglio regionale volto alla prevenzione e riduzione dal rischio di gioco d'azzardo patologico (GAP) ed il contrasto alla dipendenza unitamente al trattamento terapeutico ed al recupero sociale dei soggetti affetti da ludopatia. L’obiettivo di promuovere la consapevolezza dei rischi correlati al gioco è volto a salvaguardare le fasce più deboli e maggiormente vulnerabili della popolazione, nonché diffondere la cultura del gioco misurato.

L'assessore alla Sanità Saitta, parla di un coinvolgimento nella stesura del piano, degli enti locali e delle istituzioni scolastiche del Piemonte, ma anche delle associazioni di volontariato e antimafia, le parrocchie, le banche e gli istituti di credito. "Nostri interlocutori dovranno essere prioritariamente i commercianti, perché la normativa regionale approvata prevede che dal 1° gennaio 2015 per tre anni l'aliquota Irap sia ridotta dello 0,92% per gli esercizi che provvederanno volontariamente alla completa disinstallazione degli apparecchi da gioco e nello stesso tempo che aumenti dello 0,92% a carico di quegli esercizi nei quali le micidiali macchinette resteranno installate".

Nel 2013 alcuni comuni del Piemonte avevano aderito al Manifesto contro il gioco d’azzardo, votato da moltissimi Consigli Comunali in tutta Italia e volto a sollecitare azioni legislative sul gioco d’azzardo e la prevenzione di quello patologico a livello nazionale e regionale. Tra le altre, viene in particolare ribadita la necessità che “i comuni possano decidere la distribuzione e la collocazione delle sale da gioco e delle slot-machine nei territori, definendo le distanze ritenute più idonee dai punti sensibili, e definendo l’orario di apertura e chiusura delle sale da gioco e dei bar e altri locali ove siano collocate slot-machine e altri apparecchi per il gioco; è necessario che vengano interpellati preventivamente dai Questori per l’installazione di nuovo giochi”.

La sottoscrizione del Manifesto vede l’impegno da parte delle Amministrazioni comunali di sostenere tutte quelle iniziative e attività finalizzate a promuovere interventi educativi, culturali, d’informazione e formazione mirati alla prevenzione del gioco d’azzardo.

LOMBARDIA

Status legislativo

Programma per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco patologico (Gennaio 2014)

Attraverso l’attuazione della Legge Regionale n. 8 del 21 ottobre 2013, la regione Lombardia, si propone di prevenire e contrastare le forme di dipendenza dal gioco d'azzardo patologico, nonché il trattamento e il recupero delle persone che ne sono affette fornendo al contempo supporto alle loro famiglie. A ciò si aggiunge la limitazione delle attività correlate al gioco d’azzardo che possono avere ripercussioni negative sulla sicurezza urbana, la viabilità, l’inquinamento acustico e il governo del territorio. Concorrono, secondo gli indirizzi definiti dalla Regione, alla realizzazione delle finalità della legge, i comuni, le USL, i soggetti del terzo settore e gli enti accreditati per i servizi nell'area delle dipendenze, le associazioni di rappresentanza delle imprese e degli operatori di settore; le associazioni di tutela dei diritti dei consumatori e utenti.

Lo scorso gennaio 2014 è stato approvato il “Programma per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco patologico” in seguito al quale è stata prevista l’affissione di un numero verde su tutte le “macchinette” e nei locali in cui si gioca.

Tra le altre ci si propone di sostenere i soggetti del terzo settore impegnati a offrire sostegno ai giocatori e alle loro famiglie e le associazioni che portano avanti attività di sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo. Materiale informativo legato a questi ultimi dovrà essere esposto nelle sale da gioco accanto alle norme da seguire per giocare consapevolmente. Sarà possibile effettuare un test per capire se si è a rischio di dipendenza.

Tenere lontane le slot dai luoghi sensibili quali scuole, luoghi di culto, centri di aggregazione giovanile. Nella regione è stato istituito un gruppo di lavoro per l’attuazione della disciplina regionale sulla prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico.

VENETO

Status legislativo

Nessun legge regionale di riferimento

Nel 2013 il Veneto è stata una delle prime regioni ad elaborare proposte legislative sul gambling, tuttavia ad oggi manca di una legge regionale di riferimento sul tema. Cinque sono state le proposte presentate, la nn 283, 354, 397, 398, 411, e poi raccolte nel testo “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio dalla dipendenza dal Gioco d’Azzardo Patologico”, non ancora giunto però in Quinta Commissione. I rappresentanti delle forze politiche hanno sollecitato l’approvazione della legge che si compone di 14 articoli e che “prevede uno stanziamento annuo di 250mila euro puntando sul coinvolgimento del privato sociale, degli enti locali, delle scuole e delle Ulss. E’ una proposta che si basa su meccanismi di premialità per quegli esercizi commerciali che rifiutano le slot machine, e penalizzazione come deterrente per fermarne l’ulteriore diffusione”.

Stefano Valdegamberi, di Futuro Popolare, ha dichiarato: “il rischio di rimanere senza legge è purtroppo concreto e preoccupante. Ci troviamo in una di quelle situazioni in cui tutti i consiglieri si dichiarano teoricamente d’accordo, ma poi al lato pratico non si arriva fino in fondo al percorso legislativo, come se ci fossero degli interessi non evidenti da difendere da parte di qualcuno. In realtà ci troviamo di fronte a un settore che favorisce la microcriminalità e ingenera la cultura del guadagno facile e quindi la nostra speranza oggi, presentandoci tutti uniti, è che tutti i colleghi consiglieri prendano posizione per questa legge”.

TRENTINO ALTO-ADIGE

Status legislativo

Disegno di Legge Plotegher

“Prevenzione, cura e riabilitazione della dipendenza da gioco d'azzardo patologico”: è il disegno di legge della regione Trentino Alto Adige dedicato al gioco d’azzardo.

Depositato dalla consigliera del Pd, Violetta Plotegher, prevede “misure di disincentivo quali la distanza minima di 300 metri da luoghi sensibili, la creazione di un marchio provinciale anti-slot che contraddistingua gli esercizi pubblici che non installano dispositivi da gioco, contributi specifici per soggetti che attuano forme di prevenzione e riduzione del rischio di dipendenza parallelamente alla maggiorazione Irap pari allo 0,1% per locali che installano slot machine e videopoker che inoltre non potranno più avere al loro interno una zona fumatori”.

Ridurre l’offerta per limitare la diffusione: è questo l’obiettivo primario della legge che si propone altresì la collaborazione e il coinvolgimento di tutti gli attori sociali, in modo da creare una rete di alleanze in grado di contrastare efficaciemente il fenomeno. Il gioco d’azzardo comporta costi a livello sociale, in termini di perdita del lavoro, problemi in famiglia, depressione, etc, oltre ai costi relativi agli interventi sanitari a favore dei giocatori ludopatici. “E’ importante considerare – sottolinea la Plotegher – che la cittadinanza non ricava benefici economici dalla diffusione del gioco d’azzardo e che le entrate per l’erario sono in misura nettamente inferiori rispetto ai costi sociali e sanitari che lo Stato deve sostenere per curare e riabilitare i malati di ludopatia. Si stimano infatti più di 6 miliardi di euro spesi ogni anno in Italia per la cura diretta dei giocatori patologici, ma questa cifra raddoppia se si calcolano anche i costi sociali diffusi”.

Un altro punto su cui insiste la Plotegher, è la sensibilizzazione e informazione sui rischi derivanti dal gioco d’azzardo investendo in “percorsi di sostegno e recupero attraverso i gruppi di auto-mutuo aiuto”. Per questa ragione l’ “1,5% delle somme annualmente recuperate dalla Provincia dal prelievo erariale unico sugli apparecchi di gioco, siano finalizzate e vincolate a iniziative di informazione, formazione, prevenzione cura e riabilitazione della dipendenza dal gioco d'azzardo.”

E’ stata avanzata inoltre la proposta di istituire un Osservatorio provinciale sul fenomeno della dipendenza da gioco patologico, al fine di monitorarne l’andamento e di adottare un numero verde. Il disegno di legge reca disposizioni sulla formazione e l’aggiornamento degli operatori coinvolti nel fenomeno quali personale delle Asl, forze dell’ordine, associazioni di volontariato, etc. Si pensa inoltre di dar vita ad un fondo di solidarietà per sostenere i “dipendenti” e le loro famiglie.

FRIULI VENEZIA GIULIA

Status legislativo

Legge regionale 14/2014 sul trattamento e contrasto della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico

Dopo una lunga serie di audizioni la Regione Friuli Venezia Giulia ha approvato, il 14 febbraio del 2014, la legge regionale sul trattamento e contrasto della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico. Durante le audizioni che hanno portato alla stesura e approvazione della legge era stato sottolineato da parte della III Commissione consiliare regionale, “la contraddizione tra quello che lo Stato promuove, cioè i molti tipi di gioco a soldi e gli esiti sociali di questo tipo di attività”. Il Friuli Venezia Giulia risulta essere la settima regione italiana a dotarsi di una legge “anti-gambling”.

Al centro della legge la prevenzione, la cura ed il recupero dei soggetti ludopatici attraverso azioni di sensibilizzazione e informazione che vedono coinvolto il mondo della sanità e del sociale.

Accanto alle agevolazioni fiscali per gli esercenti che rinunciano ad installare in bar e locali le macchinette video poker, si aggiunge la promozione di un marchio regionale da attribuire agli esercizi pubblici o circoli privati che rifiutano apparecchiature per il gioco.

La legge regionale, all’articolo 6 stabilisce il ruolo dei comuni, riconoscendone la competenza territoriale. Non consente “l’insediamento di attività che prevedano locali da destinare a sala da gioco o all’installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito a una distanza, determinata dalla Giunta regionale, entro il limite di cinquecento metri dai luoghi sensibili”. Vieta severamente la pubblicità sia che ci si riferisca “all’apertura che all’esercizio di sale da gioco”. I comuni stessi si occuperanno “di creare reti di collaborazione con associazioni di volontariato e Asl, promuovere iniziative culturali e di formazione/informazione, condivise nei Piani di zona, per la prevenzione del fenomeno”.

L'assessore alle Politiche sociali e famiglia, Maria Sandra Telesca, ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione della legge in regione dichiarando “anche la nostra Regione si è finalmente dotata di una legge per la prevenzione, il contrasto e il trattamento del gioco d'azzardo patologico. Il provvedimento si inserisce all'interno degli obiettivi generali del Servizio sanitario regionale sulla lotta alle dipendenze, toccando un aspetto che sta suscitando allarme sociale". Ha sottolineato l’importanza della prevenzione del fenomeno considerando particolarmente rilevanti i punti della legge che si riferiscono all’informazione e alla formazione. Tra i comuni friulani, quelli di Udine e della Bassa friulana, hanno aderito al Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo.

LIGURIA

Status legislativo

Legge Regione Liguria n. 17 del 30 aprile 2012

Nell’anno 2011 la Corte Costituzionale aveva riconosciuto alle regioni la podestà di legiferare sulla regolamentazione delle sale da gioco con l’obiettivo di contrastare la ludopatia. La Liguria “ha aperto le danze” dotandosi di una legislazione in merito nell’aprile 2012 portata avanti dall’onorevole Lorenzo Basso.

Genova è stata la prima città Italiana a dotarsi di un regolamento introducendo anche norme più restrittive rispetto a quelle previste nelle normative statali e regionali in materia. Ed è questa una delle novità importanti introdotte dalla legge, quindi regolamenti affidati ai comuni, oltre al divieto di giocare dopo le 19.30, la distanza dei luoghi deputati al gioco a 500 metri da quelli sensibili.

La legge Regione Liguria n. 17 del 30 aprile 2012 - Disciplina delle sale da gioco - nell’ambito delle competenze spettanti alla regione in materia di tutela della salute e di politiche sociali, detta norme finalizzate a prevenire il vizio del gioco, anche se lecito, e a tutelare determinate categorie di persone, oltreché a contenere l’impatto delle attività connesse all’esercizio di sale da gioco sulla sicurezza urbana, sulla viabilità, sull’inquinamento acustico e sulla quiete pubblica.

L’esercizio delle sale da gioco e il gioco lecito nei locali aperti al pubblico sono, comunque, soggetti all’autorizzazione del Sindaco del Comune territorialmente competente.

EMILIA ROMAGNA

Status legislativo

Legge regionale 5 del 2014

Il Piano integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio di dipendenza dal gioco patologico 2014-2016 della Regione Emilia-Romagna, approvato nel marzo 2014, fa riferimento ai principi della legge regionale 5 del 2013. Vede il coinvolgimento dei comuni e degli uffici commerciali attraverso la diffusione e l’affissione del marchio “Slot Free ER” e la dotazione da parte di ogni azienda Asl di un punto sperimentale di accoglienza e valutazione delle persone affette da ludopatia. Queste collaborano con le associazioni del terzo settore che si occupano del fenomeno. “Nella programmazione sociale e sanitaria d’ambito distrettuale, e nello specifico nei programmi attuativi del Piano di zona per la salute e il benessere sociale, i servizi (sociali e sanitari) dovranno individuare ulteriori azioni e interventi da concretizzare insieme, coinvolgendo dove possibile gli organismi del terzo settore e le associazioni di rappresentanza”.

La collaborazione degli esercizi commerciali permette la diffusione e sensibilizzazione delle azioni presenti nel Piano. L’affissione del marchio “Slot Free ER”, sulle vetrine all’entrata dei locali ha una funzione di informazione nei confronti dei cittadini i quali potranno riconoscere e scegliere se frequentare o meno un locale dove non ci sono slot machine o apparecchi per il gioco on-line. Il Piano introduce inoltre corsi di formazione obbligatori per il personale delle sale da gioco che mirano a sensibilizzare sui rischi di dipendenza del fenomeno e promuovere una certa responsabilità sociale nei confronti dei soggetti ludopatici. E’ stato istituito un numero verde volto a fornire informazioni sui servizi esistenti e l’Osservatorio regionale sul fenomeno del gioco d’azzardo con la funzione di far conoscere e diffondere esperienze e buone pratiche territoriali per prevenzione e contrasto alla dipendenza da gioco patologico.

Nella provincia di Reggio Emilia è attivo il Progetto Pluto, finanziato dalla regione,che assiste le persone “gravemente affette” dalla dipendenza del gioco d’azzardo.

TOSCANA

Status legislativo

Legge Regionale Ottobre 2013 e successive modifiche

In risposta alle problematiche applicative emerse durante l’attuazione della legge regionale dell’ottobre 2013, nel dicembre dello scorso anno, è stata votata all’unanimità, dal consiglio regionale toscano, la legge di modifica alle disposizioni per il gioco consapevole e per la prevenzione della ludopatia, di cui primo firmatario Enzo Brogi del PD. Frutto di quattro proposte arrivate da diversi gruppi consiliari, il testo di legge, composto da otto articoli, “introduce una definizione più ampia di centri scommesse e di spazi per il gioco con vincite in denaro e chiarisce quali siano le strutture obbligate a rispettare una distanza minima” ed è teso alla prevenzione al gioco patologico. Interviene inoltre sugli articoli che riguardano gli obblighi dei gestori, la formazione e il controllo. E’ previsto l’alleggerimento dell’Irap per i gestori che bandiranno le macchinette da gioco dai propri locali ed un aumento della stessa per chi deciderà di mantenerle e aiuti per chi adotterà il marchio “no slot”; il divieto di aprire sale da gioco ad una distanza inferiore ai 500 metri dai luoghi sensibili.

“Facciamo sì che la legge si applichi ai centri di scommesse, ai luoghi in cui si esercitano attività comportanti vincite in denaro a prescindere dalla presenza di slot, eliminando il termine 'sale da gioco' che restringeva il campo d'azione", ha commentato Remaschi della Commissione Sanità. Prevista inoltre l’istituzione di un Osservatorio per monitorare il fenomeno.

“E’ un tema che ci sta molto a cuore in Toscana – spiega Brogi, primo firmatario della LeggeAbbiamo assistito anche recentemente a una vera e propria escalation di aperture di nuove sale slot e scommesse, oltre al proliferare di apparecchi in bar e circoli privati. La giunta regionale ha deciso di dare seguito concreto alla legge contro le ludopatie che approvammo qualche tempo fa e ha inserito in finanziaria un articolo che aumenta l’Irap dello 0,3% per coloro che mantengono le macchine slot e la diminuisce ulteriormente per quelli che se ne liberano, con un riduzione dello 0,5%. Certo – conclude Enzo Brogi – »siamo consapevoli che da solo questo provvedimento non basta, ma si tratta di un ulteriore segnale che va nella direzione della creazione di una cultura contro il gioco d’azzardo, attraverso la leva economica nei confronti dei soggetti privati”.

MARCHE

Status legislativo

Proposta di Legge 2013 (Disciplina per la prevenzione della dipendenza da videogiochi e dalle nuove tecnologie nell'infanzia e nell'adolescenza)

Tre le proposte di legge riguardanti il gioco patologico presentate nella regione Marche, depositate nel giugno 2012, che portano la firma di Angelo Sciapichetti (Pd), Maura Malaspina, Valeriano Camela e Luca Marconi (Udc) e da Graziella Ciriaci (Popolo della Libertà).

I punti salienti riguardavano il divieto dell’installazione delle sale da gioco a una distanza inferiore ai 300 metri dai luoghi sensibili, la riduzione delle imposte comunali per gli esercenti che bandiranno qualsiasi tipo di “macchinetta” dai propri locali, campagne di sensibilizzazione e informazione sul fenomeno rivolte ai cittadini. Si prevede inoltre il divieto dell'ingresso ai minori di 18 anni e ogni attività pubblicitaria con pesanti multe in denaro per chi trasgredisce. Oltre a queste, figura la proposta di legge del 2013, 'Disciplina per la prevenzione della dipendenza da videogiochi e dalle nuove tecnologie nell'infanzia e nell'adolescenza', avanzata da Erminio Marinelli (Per le Marche), insieme a Giancarlo D'Anna (Gruppo misto) e Francesco Comi (Pd) che si pone "a difesa delle nuove generazioni che costituiranno i cittadini del futuro, per la salute della loro integrità fisica e psicologica". Nove gli articoli di cui si compone il ddl teso alla prevenzione e trattamento terapeutico della dipendenza, interventi di collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale per le Marche, enti locali ed associazioni di volontariato. E' inoltre prevista l'istituzione di un numero verde e di un osservatorio regionale sul fenomeno della dipendenza dei minori da videogiochi e dalle nuove tecnologie, che dovrà raccordarsi anche con il Garante per l’infanzia e l’adolescenza - Ombudsman Marche -, l'erogazione di contributi regionali a Comuni, enti e associazioni private per la realizzazione di specifici progetti destinati ai minori e alle loro famiglie.

LAZIO

Status legislativo

Legge Regionale sul gioco d’azzardo 2014

La regione Lazio ha varato la sua legge sul gioco d’azzardo nel 2013 finanziata con 150mila euro per il triennio 2013-2015 dalla commissione Bilancio. Finanziata al contempo l’apertura regionale, presso i distretti socio-sanitari, di 51 sportelli No-slot volti alla prevenzione e promozione di interventi riabilitativi per i giocatori ludopatici. Un numero verde, attivo da quest’anno, è a disposizione dei cittadini che vogliono ottenere informazioni sui servizi impegnati nel contrasto del gioco patologico.

A grandi linee la legge stabilisce l’ubicazione delle sale da gioco lontano dai luoghi sensibili, il divieto di pubblicizzare sia l’apertura che locali di gioco che offrono vincite in denaro, l’istituzione del marchio “Slot free-RL”, che indicherà gli esercizi commerciali privi di apparecchiature per il gioco d’azzardo, l’istituzione dell’Osservatorio sul fenomeno del gioco d’azzardo presso l’Assessorato alle politiche sociali che avrà la funzione di comprovare l’impatto delle azioni di contrasto al fenomeno e di redigerne un rapporto annuale.

La legge di stabilità del 2015 prevede “una quota delle risorse destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale (50 milioni di euro)‚ sarà destinata alla prevenzione e alla cura delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d’azzardo. Si prevede la sperimentazione di modalità di controllo dei soggetti a rischio‚ mediante l’adozione di software che durante il gioco comunichino al giocatore messaggi di allerta. L’Osservatorio appositamente istituito per queste problematiche‚ trasferito al Ministero della Salute‚ sarà rideterminato nella sua composizione (con successivo decreto)‚ assicurando la presenza di esperti anche delle associazioni operanti nel settore”.

UMBRIA

Status legislativo

Legge Regionale “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d'azzardo patologico”

Frutto di tre diverse proposte, arriva all’approvazione nel novembre 2014 la proposta di legge della regione Umbria “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d'azzardo patologico”.

Volta a contrastare il gioco d’azzardo patologico e la diffusione dei fenomeni di dipendenza da esso, comprende il trattamento terapeutico e recupero delle persone ludopatiche nonché del sostegno alle loro famiglie.

Contiene interventi volti ad arginare l'impatto negativo delle attività di gioco sulla sicurezza urbana, sulla viabilità, sull'inquinamento acustico e sul governo del territorio.

A tal fine ruolo attivo viene riconosciuto ai Comuni, alle Aziende sanitarie e alle associazioni di promozione sociale, alle cooperative sociali, alle associazioni di rappresentanza delle imprese e degli operatori di settore e alle istituzioni scolastiche. Forze dell’ordine e polizia svolgeranno una funzione di controllo con specifici protocolli operativi congiunti.

Su ogni apparecchio da gioco e nei locali che ne dispongono sarà affisso un numero verde regionale e la distanza dei suddetti dovrà essere di almeno 500 metri dai luoghi sensibili.

Altre tecniche sono volte a bloccare l'accesso dei minori ai giochi attraverso l'installazione di sistemi di lettura automatica dei documenti anagrafici, introduzione della tessera sanitaria nelle slot-machine. La legge vieta qualsiasi tipo di pubblicità relativa all'apertura e all'esercizio di sale giochi e punisce i trasgressori con multe da 5mila a 15mila euro, chiusura dei locali da gioco o sigilli agli apparecchi.

La riduzione dell’aliquota Irap dello 0,92%, oltre alla creazione di un marchio etico 'slot-free', sarà applicata ai gestori di locali da gioco che rimuoveranno o decideranno di non installare macchinette per il gioco lecito per i quali è prevista inoltre un’attività di formazione volte a prevenire gli eccessi del gioco e richi ad esso correlati.

Un Fondo regionale è stato istituito al fine di realizzare gli interventi di contrasto al gioco d’azzardo.

ABRUZZO

Status legislativo

Proposta di Legge n° 64/2015 'Prevenzione e contrasto alla ludopatia'

A oltre un anno di distanza, dalla legge 29/10/2013 n.40, Disposizioni per la prevenzione della diffusione dei fenomeni di dipendenza dal gioco, arriva la proposta di legge, n° 64/2015, 'Prevenzione e contrasto alla ludopatia' presentata dal consigliere Leandro Bracco, del Movimento Cinque stelle al fine di promuovere "la prevenzione e il contrasto delle dipendenze da gioco e dunque il recupero dei soggetti coinvolti con un apposito trattamento terapeutico; la divulgazione del fenomeno della ludopatia attraverso attività di informazione e sensibilizzazione considerando i contenuti e le specificità delle diverse tipologie di giochi d’azzardo". Prevede inoltre “l’istituzione di un ente regionale che abbia il compito di monitorare il fenomeno della ludopatia e l’attivazione di un servizio di assistenza e consulenza telefonica per la cura e la prevenzione del gioco d’azzardo patologico”.

Per quanto riguarda l’apertura e l’esercizio delle attività riguardanti il gioco d’azzardo, “l’autorizzazione all’esercizio non viene concessa nel caso di ubicazioni in un raggio inferiore a 700 metri da istituti scolastici di qualsiasi ordine e grado, luoghi di culto, oratori, impianti sportivi, centri giovanili e sociali e altri istituti frequentati prevalentemente da giovani e da soggetti facilmente influenzabili”. (Nella legge del 2013 il concetto della distanza minima è di 300 metri). Una ulteriore richiesta è quella di istituire un ente col compito di monitorare il fenomeno del gioco patologico, con sede nella stessa Giunta regionale con una durata coincidente con quella della legislatura. I suoi componenti saranno assessore a Sanità, Istruzione e Bilancio, tre Consiglieri regionali appartenenti alle minoranze, un delegato designato dall’Anci Abruzzo e un rappresentante per provincia per ciascuna Asl e avrà il compito di redigere, con scadenza semestrale, un esito sul monitoraggio dei soggetti ludopatici. Prevista poi l’attivazione di un servizio di assistenza e consulenza telefonica per la cura e la prevenzione del Gap; istituire un marchio regionale 'No slot Regione Abruzzo'. istituire un elenco pubblico degli esercizi che aderiscono all’iniziativa redatto direttamente dalla Regione Abruzzo e suddiviso per province al fine di evitare forme di clientelismo nei piccoli Comuni.

MOLISE

Status legislativo

Disegno di Legge "Disposizioni per la limitazione del gioco d'azzardo patologico e la prevenzione della ludopatia"

Il disegno di legge, di iniziativa popolare, "Disposizioni per la limitazione del gioco d'azzardo patologico e la prevenzione della ludopatia" promuove azioni di contrasto al gioco d'azzardo, di prevenzione e di recupero dei soggetti affetti da patologie a esso connesse, coerentemente con quanto previsto dal decreto legge 8 novembre 2012, n. 189.

Poiché il Molise è una delle regioni d’Italia in cui si gioca di più, e coinvolge il 57% della popolazione, il provvedimento vuole essere “strumento di contrasto efficace alla ludopatia” attraverso l’attivazione di “attività di collaborazione tra enti locali, autorità di pubblica sicurezza, istituzioni scolastiche e associazioni”. Tra gli interventi il monitoraggio del territorio e attive campagne di informazione e sensibilizzazione promosse da parte delle Asl.

La proposta di legge impone a 500 metri la distanza dei luoghi deputati al gioco dai luoghi considerati sensibili, sgravi fiscali per i gestori disposti a rimuovere dai propri locali le slot machine, un aumento Irap dello 0,1 percento per gli esercizi pubblici, privati e per i circoli in cui vi è offerta di gioco lecito.

E’ vietata “qualsiasi tipo di pubblicità relativa all'apertura o all'esercizio di sale da gioco", l'istituzione di un osservatorio regionale e la promozione di "corsi di formazione e aggiornamento per il personale operante nelle sale da gioco e per gli esercenti che gestiscono apparecchi per il gioco lecito, finalizzati alla prevenzione del gioco patologico e al riconoscimento delle situazioni di rischio".

Saranno i Comuni a dover mettere in atto azioni di vigilanza e a questi spetterà il “70% dei proventi derivanti dalle sanzioni” imposte ai trasgressori. Alla regione spetterà il restante 30%.

CAMPANIA

Status legislativo

Decreto Legge 13 settembre 2012 n.158 e successive modifiche

Il Collegato alla legge finanziaria regionale 2014 approvato dal Consiglio Regionale della Campania contiene misure sanitarie ai sensi del decreto-legge 13 settembre 2012. n. 158, “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”, convertito, con modificazioni. dalla legge 8 novembre 2012, n. 189. Il Collegato contiene norme che fanno riferimento all’introduzione del marchio 'Slot free' e agli incentivi per coloro che bandiscono gli apparecchi di gioco dai propri locali, un’imposta Irap superiore all’1%, a decorrerre dal primo gennaio di quest’anno, per coloro che decidono invece di tenerle, la possibilità per i Comuni di stabilire norme,nel rispetto della legge n.189/ 2012, sulla distribuzione e localizzazione delle sale da gioco nei propri territori.

Il testo, a contrasto del gioco patologico, promuove attraverso azioni di collaborazione con enti locali, asl, associazioni di volontariato, attività per la diffusione della cultura del gioco responsabile e la conseguente riduzione del rischio della dipendenza dal gioco.

A tal fine è stato istituito con legge regionale 6 maggio 2013, n.5, l’Osservatorio Regionale sulla dipendenza da gioco d’azzardo con funzioni di pianificazione e controllo sui comportamenti di gioco, attivazione di percorsi formativi per il personale delle asl, diffusione di buone norme, anche nei luoghi di lavoro, sul gioco e relativi rischi.

“La Regione può istituire, mediante la creazione di un apposito capitolo di bilancio, un fondo di contrasto per il Gap alimentato dalle eventuali risorse comunitarie, nazionali o regionali".

PUGLIA

Status legislativo

Legge Regionale 13 dicembre 2013, n. 43 “Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (GAP)”

“La legge approvata in regione, deve essere sottoposta a modifiche”. E’ quanto ha dichiarato Epifani, consigliere regionale PD, considerato che in regione, il gioco d’azzardo non autorizzato è in aumento. La Puglia è stata una delle poche regioni a dotarsi di una legge anti Gap, ma si rischia di veder vanificati gli sforzi per arrivare all’approvazione delle legge e la legge stessa.

"Secondo gli ultimi dati forniti dalle forze dell'ordine - ha spiegato Epifani - nel 2014 in Puglia ci sono due agenzie non autorizzate per ogni punto scommesse regolare. I bookmaker senza autorizzazione sono praticamente raddoppiati dal 2013 lievitando a 1.500, contro poco meno di 800 sale regolari. Questo fenomeno preoccupante è legato all'approvazione della legge regionale pugliese a fine 2013 la quale ha previsto, per i soli punti scommesse autorizzati, il cosiddetto distanziometro (l'obbligo di almeno 500 metri dai luoghi sensibili). La norma in questione ha limitato fortemente l'attività degli esercizi legali, favorendo paradossalmente il proliferare dei bookmaker senza autorizzazione i quali, non riconoscendosi nelle leggi italiane, non rispettano alcun obbligo. La situazione è ancora più paradossale nei piccoli Comuni dove, a causa delle distanze ristrette, i punti vendita regolarmente autorizzati non possono aprire, mentre i Centri trasmissione dati (Ctd ovvero i punti scommesse non autorizzati) proliferano sensibilmente. Rispetto a questo stato di cose, poco potrà fare la sanatoria prevista dalla legge di stabilità per i punti non autorizzati, considerato che la misura eccezionale aiuterà solo i grossi concessionari (poiché obbliga il titolare del punto scommesse senza autorizzazione a collegarsi a un concessionario già esistente) e che comunque consentirà ai Ctd di acquisire il diritto a gestire un punto scommesse per due anni con poche migliaia di euro (15-16 mila euro tra sanatoria e imposte arretrate)”

BASILICATA

Status legislativo

Legge Regionale 27 ottobre 2014, n. 30, “Misure per il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico”

La Regione si è dotata della Legge Regionale 27 ottobre 2014, n. 30, “Misure per il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico”. Le azioni per il contrasto del fenomeno vedono il coinvolgimento di enti locali, istituzioni scolastiche, asl e associazioni. Inoltre la presenza dell’Osservatorio regionale sulla dipendenza dal gioco che è stato appositamente istituito.Il divieto di ubicazione dei locali di gioco a 500 metri dai luoghi sensibili e il divieto di pubblicità. Riduzione dell’1% dell’Irap, per i gestori che bandiranno le macchinette dai propri esercizi, e un eguale aumento per coloro che le manterranno o installeranno. Sono previste sanzioni pecuniarie per i getsori che non informano sui rischi legati al gioco.

CALABRIA

Status legislativo

Proposta di Legge Nucera ‘Disposizioni per l’accesso consapevole e responsabile al gioco lecito e la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico ‘

Sul fenomeno del gioco d’azzardo era stata avanzata una proposta da parte del Segretario Questore del Consiglio regionale Giovanni Nucera, “Disposizioni per l’accesso consapevole e responsabile al gioco lecito e la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico”, ma il documento è ancora in attesa di essere discusso in commissione.

La proposta di legge prevede l’istituzione di un Osservatorio con il compito di monitorare il territorio regionale al fine di individuare quelle situazioni di rischio su cui bisogna intervenire,la formazione dei gestori dei locali di gioco, sulle situazioni di rischio patologico.

“In termini di tempestività della proposta legislativa la Calabria si era posta ai primi posti tra tutte le regioni italiane – ha dichiarato il Segretario Questore del Consiglio regionale – mi spiace, però constatare che l’attenzione prioritaria che sul piano politico-legislativo è stata dedicata a questo importante argomento, si sta trasformando in un imperdonabile ritardo normativo che pone la nostra Regione nel novero degli Enti privi di una regolamentazione locale”.

SICILIA

Status legislativo

Proposta di legge Borsellino 2014

L’Assessorato Regionale della Salute, guidato da Lucia Borsellino, si sta avvalendo di un tavolo tecnico di specialisti per delineare le linee guida volte alla prevenzione del Gap uniformando le scelte di indirizzo alla evidenza scientifica maggiormente accreditata nel settore ed in linea con gli indirizzi nazionali emanati dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

L’assessore è stata recentemente intervistata dalla redazione di Gioconews. Alla domanda su dove sono finite le proposte di legge giacenti sul tavolo dell'Ars e quali misure proporrebbe l'assessorato, ha risposto: “L’iter legislativo a cui afferiscono le proposte di legge segue percorsi definiti e non sovrapponibili alle competenze amministrative di questo Assessorato, cui spetta il supporto tecnico circa le manovre operative introdotte dalle varie proposte di legge che hanno comunque ricadute trasversali a più Assessorati. Le misure proposte risultano tutte interessanti, ma l’indirizzo dei dipartimenti afferenti a questo Assessorato privilegia l’aspetto sanitario fondamentalmente incentrato su prevenzione (su tutta la popolazione) e assistenza a soggetti con dipendenza conclamata”.

Infine, ha espresso la sua opinione sulla proposta di legge che vorrebbe istituire un casinò a Palermo e Taormina: “L’argomento esula dalla competenza diretta di questo Assessorato. Lo stesso disegno di legge approvato al Senato prevede il parere di Commissioni varie e diverse, ma non quella della Commissione Salute. L’apertura di nuovi Casinò non è idea disprezzabile se si tiene conto dell’indotto sviluppato e del mercato del lavoro che ne trarrebbe sostegno. Né l’ampliamento delle possibilità di gioco deve far pensare a indirizzi bidirezionali rispetto al problema della prevenzione da dipendenza da gioco d’azzardo. Il gioco fa parte della cultura di un popolo l’importante è farlo rimaner tale entro livelli di responsabilità e soprattutto sotto il livello dei rischi di contrarre Gap. Le linee guida che andiamo ad adottare servono proprio a questo”.

SARDEGNA

Status legislativo

Proposta di Legge 2014 ‘Disposizioni regionali in materia di prevenzione del gioco d'azzardo patologico’

La proposta di legge ‘Disposizioni regionali in materia di prevenzione del gioco d'azzardo patologico’ presentata in regione e firmata da Francesco Agus, Luca Pezzuto, Daniele Cocco, Eugenio Lai di Sel e Lorenzo Cozzolino (Pd) prevede “l’introduzione di norme che possano regolamentare l’accesso consapevole al gioco e inserire norme più restrittive rispetto alla legislazione nazionale; instaurare una collaborazione di sistema tra tutti gli enti coinvolti: Comuni, Serd, ASL, associazioni di mutuo aiuto; incentivare gli esercenti che rinunciano a questa forma di guadagno attraverso una riduzione delle imposte comunali e disincentivare attraverso un aumento dell’IRAP quelli che mantengono installate le slot machine; creare il marchio “Slot Free” per gli esercenti che rinunciano a istallare giochi elettronici; inserire nuovi obblighi per i gestori di sale da gioco e dare vita a un piano coerente per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio di dipendenza da GAP”.

Il futuro delle slot machine a Las Vegas nelle mani dei Millennials

Le entrate delle slot machine nei casinò americani sono in fase discendente da qualche...
Approfondisci

La psicologia della gamification

Gamification. Ne avete sicuramente sentito parlare, perché ha raggiunto quasi la stessa fama...
Approfondisci

Settore Giochi Pubblici: i dati reali del 2016

Correva l’anno 2006 quando il gambling online, fino a quel momento stagnante e penalizzato dal...
Approfondisci

Consigli per giocare alle slot

Vincere alle slot machine è solo una questione di fortuna. Ci si gioca però, e non...
Approfondisci

Come funzionano le slot machine online

Le slot machine che si possono trovare ai giorni nostri in rete oppure nelle sale gioco sono molto...
Approfondisci