La mappa mondiale della lotta ai siti di casinò online illegali

su nataliam | 10th of September 2018
La mappa mondiale della lotta ai siti di casinò online illegali

Dall'America Latina all'Asia sud-orientale, passando per l'Europa, gli enti regolatori del gioco stanno cercando di lottare contro la proliferazione di siti di gambling illegali.

Negli ultimi mesi in Colombia, Coljuegos ha rilevato ed è riuscito a bloccare 419 pagine di gioco d’azzardo che offrivano il servizio di scommesse online illegalmente. In Cina, la polizia ha represso le molteplici operazioni di gioco illegale in tutto il paese durante la Coppa del Mondo e ha persino smantellato una rete che operava in scommesse attraverso criptovalute, mentre il DGOJ di Spagna ha chiuso 271 siti web illegali.

La situazione in America Latina: Colombia, Uruguay e Bolivia contro i siti illegali

In America Latina, il gioco d'azzardo online è vietato, ad eccezione della Colombia, dove è stato rilevato un considerevole numero di siti operanti illegalmente. Alcuni giorni fa nella città di Cúcuta, le autorità colombiane hanno identificato due strutture che offrivano scommesse sportive illegali attraverso pagine Internet non autorizzate. In sintesi, durante l'ultimo anno, i regolatori colombiani hanno bloccato 419 pagine che hanno funzionato in modo irregolare, mentre la polizia ha rimosso 96 strutture che hanno operato fraudolentemente offrendo scommesse.

In Uruguay la Dirección Nacional de Lotería y Quinielas (DNLQ) ha proceduto al blocco di 23 siti di scommesse operanti fuori legge, che si sono aggiunti ai 40 già chiusi negli ultimi mesi. Nel paese esiste un solo sito Web autorizzato per le scommesse sportive, Supermatch, e i blocchi sono indirizzati al rafforzamento di questo singolo punto di offerta di gioco. Il direttore del DNLQ, Luis Gama, ha sottolineato che i siti di giochi d'azzardo illegali continueranno ad essere bloccati e solo dopo aver studiato attentamente il mercato, se ritenuto opportuno, potrebbe essere concessa una seconda licenza. Gama ha inoltre respinto una proposta dell'Associazione uruguaiana di calcio di implementare un nuovo gioco, sostenendo che “prima di cimentarsi in qualcosa di diverso, bisogna migliorare ciò che già esiste”.

In Bolivia, dove per l'attività dei casinò online e delle scommesse sportive online non esiste una normativa specifica, è operativo un unico sito legale a Santa Cruz de la Sierra, che registra entrate per circa 10 milioni di boliviani all'anno, corrispondenti a 1,5 milioni di dollari. Secondo uno studio condotto dalla Gambling Oversight Authority, il fatto che sia operativo un solo un sito autorizzato lascia presumere che milioni di dollari all'anno vengono investiti nel gioco d'azzardo illegale. I siti più visitati nel paese andino sono StarCasino, Star Vegas, Slots Magic, Bet 365, Exbet, Bwin, Betchain e Fortuna Games, tutti illegali in Bolivia. Le autorità boliviane stanno studiando il modo di istituire un quadro normativo che possa regolare l'attività e creare uno strumento legale al fine di bloccare i siti che operano liberamente senza alcuna licenza.

La questione è ancora più preoccupante spostandosi dall'altra parte del mondo: Asia e Vietnam

Nella provincia cinese di Jiangsu, la polizia ha scoperto un’organizzazione composta da una ventina di persone che si occupava della gestione di siti web illegali di gambling online, capace di muovere circa 4200 milioni di yuan (circa 626 milioni di dollari): l’operazione ha portato alla confisca di 33 server e alla chiusura di 65 conti bancari. Gli agenti sono riusciti a smascherare l'organizzazione attraverso la pubblicità che la stessa realizzava per il Campionato Mondiale in Russia. L'inchiesta ha rivelato che la rete criminale aveva affiliati in più di dieci province e che operava da un server principale situato nelle Filippine e un altro in Cina, da dove venivano gestite le pagine. L'organizzazione operante dal 2016 è riuscita ad incassare più di 100 milioni di dollari.

E non finisce qui. A Shanghai, la polizia è riuscita a smantellare un nucleo illegale che trafficava in scommesse per circa 1.500 milioni di dollari, scoperto grazie ad un’operazione delle autorità cinesi contro il gioco illegale durante la Coppa del Mondo. Il clan gestiva siti web che accettavano solo criptovalute, in particolare Bitcoin, Ethereum e Litecoin, ed offriva la possibilità di effettuare scommesse sia prima che durante la Coppa del Mondo: contava con più di 330.000 clienti e 8.000 persone ingaggiate come agenti, che addebitavano grosse somme agli utenti per l’accesso alla rete. Si è trattato del più grande business illegale rilevato in Cina includente l'uso delle valute digitali.

Nel vicino Vietnam, dove non esiste una normativa specifica sul gioco d'azzardo, le autorità stanno affrontando seri problemi per reprimere i siti di giochi d'azzardo illegali. Il governo sostiene che sta cercando di far fronte ad una crescente minaccia di gioco online da parte dei paesi limitrofi, in quanto, il continuo evolversi della tecnologia, permette a chiunque di piazzare puntate e scommesse sul web. Questa tecnologia è quasi impossibile da fermare perché, non appena il governo vietnamita chiude un sito web, questo riesce a modificare il suo indirizzo IP ed essere nuovamente online il giorno successivo. Se il sito web opera fuori dal paese, c'è ben poco che le autorità possano fare per chiuderlo.

Europa: i provvedimenti di Spagna, Polonia e Russia

In Europa, la DGOJ spagnola ha rilevato e chiuso 271 siti di scommesse e casinò che hanno operato senza licenza, di cui 16 hanno affrontato un processo legale. Secondo la legge spagnola chi offre operazioni illegali di gioco online potrebbero essere condannato a pene da 6 a 8 anni e multe fino a 234 milioni di euro per ogni punto vendita o venditore coinvolto.

In Polonia, la questione dei siti web illegali è controversa: il Ministero della Digitalizzazione impegnato nella preparazione di un elenco di siti Web che operavano fuori legge, tra questi quelli di gioco illegale, ha dovuto fare un passo indietro e non ha potuto completare la lista, in quanto si ritiene che in tal modo violerebbe le attuali leggi sulla libertà su Internet e potrebbe essere considerata come una specie di censura da parte della giustizia. Il Ministero è ora alla ricerca di alternative legali per lottare contro quei siti che operano senza autorizzazione nel paese.

In Russia, il presidente Vladimir Putin sta pensando di introdurre una nuova legge che includerebbe misure molto più severe in riferimento al gioco illegale nel paese: il nuovo regolamento mirerebbe ad applicare punizioni esemplari a individui e aziende che ignorano le norme stabilite. La Duma ha approvato la pena di due anni di prigione e multe fino a 500.000 rubli (US $ 7950) per coloro che gestiscono siti di gioco senza la corrispondente licenza. Nel caso di gruppi criminali, la pena prevede 4 anni di carcere e 1 milione di rubli di multa; nel caso di organizzazioni con ramificazioni e strutture più complesse, le sanzioni passerebbero a 6 anni di carcere e 1,5 milioni di rubli di multa, per ognuno dei soggetti coinvolti. Le ragioni addotte da Putin non sono affatto infondate. Lo spazio Internet russo è stato invaso da pubblicità di società che offrono scommesse sportive, specialmente alla vigilia e durante lo svolgersi della Coppa del Mondo, senza alcun permesso da parte delle autorità.

I media russi fanno in particolare riferimento alla società con sede a Curaçao, Azino777, che è riuscita a convertirsi in una dei più importanti inserzionisti dello spazio virtuale russo. Attualmente nel paese sono vietati messaggi promozionali riferiti a casinò online e scommesse sportive. Ciò nonostante, continuano a proliferare sempre più pagine Web che cercano di aprirsi un varco e guadagnare popolarità in territorio russo. Ricordiamo che la Russia è conosciuta in tutto il mondo come uno dei luoghi competitivi per il gioco d'azzardo grazie alle sue aree di gioco speciali, essendo Primorye uno dei centri di gioco più sviluppati ubicati nell'estremo est russo. Per questo motivo aziende come Azino777 e le sue succursali, osano ignorare i regolamenti governativi e continuare con le loro campagne: le multe di $ 20.000 rappresenterebbero solo un’inezia per le loro casse e le sentenze in prigione, in ogni caso, risultano appellabili.

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