L’Italia del gioco d’azzardo nel 2018: analisi statistica dei dati nazionali e regionali

su nataliam | 30th of October 2019
L’Italia del gioco d’azzardo nel 2018: analisi statistica dei dati nazionali e regionali

La situazione del settore dei giochi in Italia alla luce dei recenti provvedimenti governativi ed il prossimo aumento del PREU. L’Italia dei giochi nel 2018 dopo due provvedimenti e il prossimo aumento del PREU

Secondo quanto emerge dai dati elaborati e resi disponibili dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli riferiti al 2018, il settore dei giochi, già ampiamente vessato dai recenti provvedimenti governativi, quali Decreto Dignità e ‘Decretone’, si prepara a subire un ulteriore contraccolpo con la nuova Legge di Bilancio che sarà approvata nei mesi a venire.  

L'Analisi dei dati di Slotsgratisonline

L’analisi dei dati ha fotografato la distribuzione del gioco d’azzardo nel nostro Paese, mettendo in risalto la spesa degli italiani nel gioco d’azzardo, la ripartizione territoriale e l’entrate dell’Erario.

Per quanto concerne la spesa, è emerso che Roma, Milano, Napoli, Torino, Brescia, Bergamo, Salerno, Bari, Caserta e Bologna sono le dieci città, con annesse province, con la spesa di gioco più alta. Il dato è indicativo del fatto che si gioca di più al Nord, rispetto al Centro ed al Sud. 

Salgono sul podio delle regioni con la spesa più alta, Lombardia Campania e Lazio.  

La Lombardia occupa, da sola, il 19% del totale nazionale, che tradotto in numeri significa una raccolta lorda da 17,4 miliardi di euro e una spesa netta di 3,31 miliardi, in calo rispetto ai 3,34 miliardi registrati nel 2017.

La Campania, che segue la Lombardia nella top three, ha invece totalizzato una spesa netta di 1,82 miliardi, in totale parità con l’anno precedente nonostante un lievissimo calo dello 0,4% che, a confronto del Lazio terzo, non è nulla, dal momento che nella regione i miliardi sono 1,8, con un calo di circa 3 miliardi rispetto al 2017. Emilia-Romagna e Veneto si fermano a 1,4 miliardi, mentre segue la Puglia a 1,11 e Toscana a 1,09 miliardi ed il Piemonte, con 1,02. Segue la Sicilia, che accarezza il miliardo, con 986 milioni. Sedici delle venti regioni italiane hanno speso meno sui giochi rispetto al 2018. Quattro sono le eccezioni: Abruzzo (+0,6%), Friuli Venezia Giulia (+0,6%), Puglia (+1,9%) e Veneto (+14,5%).

La distribuzione percentuale e territoriale dei Giochi

Per quel che riguarda gli apparecchi da intrattenimento, dominano come sempre slot machine e vlt, secondo i dati del Libro Blu 2018, con una spesa di 2,1 miliardi di euro. Chi cresce, invece, sono scommesse sportive e virtuali, al +8,8%. Calano invece Superenalotto (-24,7%) e scommesse ippiche. Buoni score per il Bingo (+6,6%) ma non per il Lotto (stabile al -3,4%). 360 milioni invece la spesa per i Gratta&Vinci, che resta sostanzialmente invariata. 

Nello specifico, lo scorso anno, la Lombardia è stata la regione che più ha speso nel gioco, seppur in lieve calo dell’1,6% rispetto all’anno prima. La spesa in slot e VLT si è fermata a 2,1 miliardi di euro, mentre come tutto il trend nazionale, è cresciuta per quel che riguarda le scommesse sportive (+8,8%) e le scommesse virtuali (+8%). In calo invece la spesa nel Superenalotto (-24,7%) e nelle scommesse ippiche. Bene il bingo (+6,6%) mentre perde terreno il Lotto (-3,4%). Stabile infine la spesa nei Gratta e Vinci a 460 milioni di euro. Anche in Campania la spesa è rimasta pressoché invariata e stabile, rispetto ai dati degli anni precedenti. Sugli apparecchi da intrattenimento la spesa è stabile a 900 milioni di euro. Crescono invece le scommesse sportive (+6,6%) e le scommesse virtuali (+14,5%) mentre calano i Gratta e Vinci (-9,6%), le scommesse ippiche (-6,7%) e il Lotto (-3,5%). Il Lazio, infine, vede slot e Vlt calare del 4% e chiudere a 1 miliardo di euro. Segno meno anche per le scommesse ippiche, mentre in crescita le scommesse sportive (+7,5%) e ancor più le scommesse virtuali (+10%). Stabile la spesa nei Gratta e Vinci, in lieve calo quella nel Lotto (-3%).

Tali dati non fanno altro che confermare l’attività di un settore pronto a subire un’altra scossa, annunciata come ogni autunno, nonostante gli scongiuri dei rappresentanti della filiera lanciati durante la fiera Enada tenutasi a Roma. 

Manovra di Bilancio 2019: Terzo aumento consecutivo del Preu

Come ben si sa, è tempo di Manovra di Bilancio, nella quale, oltre ai provvedimenti già in vigore riguardanti il gioco, rientrerà il terzo aumento consecutivo del Prelievo Erariale Unico (PREU).

Nel Documento Programmatico di Bilancio 2020, che il Ministro dell’Economia Gualtieri ha già provveduto a presentare, si fa esplicitamente riferimento al PREU applicabile agli apparecchi da intrattenimento. Il Consiglio dei Ministri ha inoltre provveduto in questi giorni ad approvare il Decreto Legge che contiene le tanto attese misure urgenti in materia fiscale, compresa la previsione dei conti nel prossimo triennio. Tra queste rientrano anche i provvedimenti nei confronti del gioco illegale, il cui contrasto resta obiettivo strategico e prioritario dell’Esecutivo. Il rischio è che a pagarne le conseguenze sarà il gioco legale terrestre e online.

Si pensa inoltre all’istituzione di un Registro Unico degli operatori del gioco pubblico ed al blocco assoluto e totale dei pagamenti per soggetti operanti, in Italia e all’estero, senza concessione. Si tratta certamente di una buona notizia per i tre milioni di utenti che accedono quotidianamente ai casinò online

Intanto il Preu, secondo le previsioni salirà dai 530 ai 580 milioni di euro nel corso del prossimo anno. Secondo le ipotesi del MEF, gli effetti finanziari, nel 2021, scenderanno poi allo 0,027 del PIL (quest’anno toccheranno lo 0,031%). Significa maggiori entrate per 500 milioni in crescita anche nel 2022, con l’incremento di gettito che si aggirerà tra i 580 e i 640 milioni (0,034 del Pil). Occhio, quindi, al prossimo 10 febbraio 2020, con il PREU che andrà sulle spalle di AWP e VLT: sulle prime il prelievo sale al 23% (oggi al 21,6%), sulle seconde invece passa dal 7,9 al 9%. 

Dalla manovra lo Stato conta di incassare 499 milioni, che subiranno un ulteriore incremento nei prossimi anni. Infine, su AWP e VLT la raccolta prevede maggiori e ulteriori aumenti, alcuni già definiti ed altri in via di definizione per gennaio 2021 (21,75% e 8%). L’aumento, che scatterà nel prossimo febbraio, è fissato, tra due anni, all’1,32% per le AWP e all’1,07% per le VLT, mentre nel 2021 è rispettivamente pari a 1,25% per AWP e 1% per VLT.

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