Le slot machine online rappresentano il 60% del mercato italiano dei casinò games

su nataliam | 30th of June 2016
Le slot machine online rappresentano il 60% del mercato italiano dei casinò games

Continua a macinare numeri positivi il settore dei giochi online regolamentati AAMS. La spesa netta dei players italiani è stata nel 2015 pari a 821 milioni di euro, crescita del 4.2% rispetto all'anno passato, con due terzi dei giocatori attivi online che hanno speso una media di 50 euro al mese. Ma andiamo ad analizzare nel dettaglio i dati che hanno visto come protagonisti assoluti i casinò games e le scommesse sportive.

Casinò games e scommesse sportive guidano il mercato del gioco online che cresce del 13%

Il dato relativo alla spesa dei casinò games (il 40% del mercato complessivo ) ha registrato un +27%, per un totale di 328 milioni di euro: le slot machine online rappresentano il 60% del mercato. Considerando nello specifico i diversi segmenti, alla crescita dei casinò games hanno contribuito anche le altre tipologie di giochi: la Roulette contribuisce meno rispetto al 2014, (dal +24 del 2014 al +21%) ma in valore assoluto cresce del 12%; seguono  Blackjack, Baccarat, Dadi, con una crescita della spesa del +7% e superanti il 15% del valore del comparto.  

Le scommesse sportive (32% del mercato) hanno raggiunto la cifra di 267 milioni di euro, un +25%, nonostante l’assenza nello scorso anno, di importanti eventi sportivi. Continua invece a calare il poker online (-18%). L’incremento della spesa nel settore delle Scommesse Sportive è da ricondursi al contributo di due colossi internazionali, Bet 365 e Goldbet entrati a far parte del mercato italiano nel 2014. Gli importanti flussi di gioco offshore introdotti dalle due società di gioco, hanno generato sia l’incremento della Raccolta che quello della base utenti. Il segmento presenta inoltre la  più elevata incidenza del canale Mobile che ha ormai raggiunto il 30% della Spesa su base mensile.

La spesa nel Poker decresce del 18% rispetto al 2014, arrivando a rappresentare meno di un quinto del mercato. Per quanto riguarda Bingo, Scommesse Virtuali, Scommesse Ippiche, altri Skill Games a Torneo, Lotto, Lotterie, Betting Exchange, la spesa rappresenta poco meno del 10% del mercato con 81 milioni di euro. Tuttavia nel 2015 si può considerare un contributo positivo seppur marginale del +2%.

Rivoluzione in atto per quanto riguarda i ricavi statali: il nuovo regime tassativo imposta dalla Legge Stablità prevede aliquote fisse sulla spesa tra il 20 e il 22%, privilegiando i concessionari interni all’area UE. Una mossa, quella intrapresa dal governo Renzi, per contrastare la fuga di capitali verso società offshore che sfruttano totem e CTD. I giochi online rimpinguano le casse erariali, +23% per un totale di 205 milioni di euro.

L'appeal del mercato italiano

Secondo quanto afferma Marco Planzi, Direttore dell'Osservatorio, i dati mettono in evidenza quanto il mercato italiano possa risultare appetibile per molte imprese, sia locali che estere. “Sebbene sia in atto da alcuni anni nel settore un significativo processo di concentrazione, anche quest’anno hanno iniziato ad operare nel mercato regolamentato italiano alcuni nuovi operatori tra i più conosciuti all’estero. L’offerta italiana di giochi regolamentati è competitiva e tra le più complete a livello europeo grazie all’efficace attività portata avanti negli anni dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, attraverso una regolamentazione costantemente aggiornata e un’incisiva azione di “moral suasion” che ha portato i principali fornitori di software di gioco online a decidere di negare i propri servizi agli operatori che agiscono sul mercato italiano senza una regolare concessione statale”.

E aggiunge: “Da questo punto di vista, l’Italia rappresenta un punto di riferimento per i Paesi occidentali che desiderano dotarsi di sistemi concessori nazionali, grazie a un impianto regolatorio che “mette il consumatore al centro” e ha come principali obiettivi quelli di impedire il gioco ai minori e di proteggere i consumatori dalle pratiche fraudolente e dalle malattie connesse al gioco".

Anche quest’anno si conferma l’aumento di soluzioni dedicate ai dispositivi mobili: ad oggi i due terzi dei concessionari hanno sviluppato almeno un’iniziativa (App e/o mSite) per Smartphone e quasi la metà dei concessionari un’applicazione ottimizzata per Tablet”, ha affermato Samuele Fraternali, Ricercatore Senior dell'Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano.

La spesa generata dai dispositivi mobile (Smartphone + Tablet) supera i 150 milioni di euro (+ 56%) con un tasso di penetrazione sull’online di quasi il 20%, dovuta all’aumento e miglioramento dell’offerta di gioco sul canale da parte dei concessionari di gioco. Si contano più di 400 iniziative per il mobile, con una crescita del 50% rispetto al 2014.

Il profilo del giocatore medio italiano

Si contano 1,56 milioni di italiani che nel 2015 hanno effettuato almeno una giocata. In media il loro numero torna a crescere, (665 mila nel 2015)  dopo il lieve stop del 2014 (640 mila); cifre che tuttavia non battono il record toccato nel 2012 con 734 mila giocatori.

E’ il pubblico maschile a rappresentare la maggioranza dei giocatori online, anche se negli ultimi due anni si è assistito ad una crescita di interesse da parte del gentil sesso.

Nel Centro Sud, si concentrano i due terzi dei giocatori, di cui, circa il 60% ha un’età compresa tra i 25 e i 44 anni. La spesa media è di circa 50 euro al mese.

Il Gioco Online cresce a un tasso superiore rispetto ai principali mercati dell’Entertainment”, afferma Marco Planzi, Direttore dell'Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano. “Videogiochi e Consolle sono infatti cresciuti del 4% circa, il botteghino Calcio del 3% e il botteghino Teatro del 2% circa, mentre il botteghino Cinema ha invece registrato una contrazione dell’1,4%. Il tasso di crescita del Gioco Online è invece sostanzialmente in linea con quello dei principali mercati digitali transazionali: l’eCommerce B2c è infatti cresciuto del 16% mentre il Digital Content dell’8%”.

Gli introiti erariali

Rivoluzione in atto per quanto riguarda i ricavi statali: il nuovo regime tassativo imposta dalla Legge Stablità prevede aliquote fisse sulla spesa tra il 20 e il 22%, privilegiando i concessionari interni all’area UE. Una mossa, quella intrapresa dal governo Renzi, per contrastare la fuga di capitali verso società offshore che sfruttano totem e CTD. I giochi online rimpinguano le casse erariali, +23% per un totale di 205 milioni di euro.

“Dal punto di vista normativo, la Legge di Stabilità ha di fatto cambiato il quadro impositivo del settore del Gioco Online con il passaggio ad aliquote basate sulla Spesa per tutti i principali giochi, con evidenti effetti positivi derivati dalla maggiore competitività dei concessionari “italiani” nei confronti di quelli “.com” non soggetti a imposizioni fiscali” afferma Francesco Rodano, Dirigente responsabile del gioco a distanza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Area Monopoli. “Nella stessa direzione va anche il provvedimento relativo all’apertura di un bando di gara per 120 nuove concessioni di gioco a distanza. Per partecipare al bando sarà richiesta la sede legale o operativa, nonché la residenza delle infrastrutture tecnologiche dedicate alle attività del gioco a distanza, in uno degli Stati dello Spazio economico europeo”.

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