Sicilia, virtù non solo sulla spesa: il fisco regionale "ringrazia" il gioco legale. Tutti i dati

feb 17

Importanti risultati per la Regione Sicilia che rimpingua le casse del fisco: a essere ringraziato deve essere il settore dei giochi, per via delle imposte che annualmente versa all'erario della Regione.

I milioni dell’ultimo bilancio parlano chiarissimo: sono 340 totali i titoli di tributi versati dalla filiera del gioco legale siciliano. Mentre, allo stesso tempo, si parla della regione italiana più virtuosa in termini di spese, come emerso anche dal Libro Blu 2018 sullo stato di salute dell’intero sistema: le quattro città, e relative province, più virtuose sono nell'ordine Caltanissetta, Enna, Trapani ed Agrigento. Risultati comunque importanti, sia da questo punto di vista sia dal punto di vista dei ricavi per il fisco.

Nello specifico Lotto, lotterie e altri giochi, su tutte le slot machine, hanno fatto registrare introiti per 17,8 milioni di euro, in aumento rispetto al bilancio dei 15,9 milioni di euro del 2017. L’incremento è considerevole, di circa il 12,1%, il tutto in un solo anno. L’incremento più rilevante, per quel che riguarda le percentuali, riguarda l’imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse: si parla di un aumento fino a 5,7 milioni, a differenza dei 4,7 milioni dell’anno precedente. Un incremento del +21,6%.

In termini di performance la crescita più considerevole riguarda gli apparecchi da gioco a vincita: slot machine e VLT hanno totalizzato un totale di 316 milioni di euro: l’aumento è del 4% rispetto all'esercizio precedente. Il contributo più modesto riguarda invece le cifre dell’imposta sugli intrattenimenti: l’aumento è di qualche centinaia di migliaia di euro, versati sugli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro.

Dati che chiariscono come, in passato, la Regione Sicilia, nel tentativo di salvaguardare le proprie entrate fiscali, ha sostenuto che il Prelievo Erariale Unico sulle slot fosse un semplice tributo per cui fosse di spettanza della Regione la quota riscossa sul territorio. Tramite l’Avvocatura Generale, lo Stato ha controbattuto dicendo che il PREU, che rientra nelle prestazioni patrimoniali imposte, non avrebbe natura tributaria ma amministrativa. Ciò sarebbe poi confermato dall'assenza di discipline di alcune fasi procedimentali, come quelle attinenti alla “riscossione coattiva”, ma anche all'accertamento e alla previsione della misura delle sanzioni comminabili, propriamente caratterizzanti i tributi. Per lo Stato il PREU altro non sarebbe che un provento delle attività di gioco, nulla più.

Tutte queste considerazioni, tuttavia, sono state respinte dal giudice, che ha ribadito come il tributo sia riservato al prelievo erariale unico dai provvedimenti che rientrano nell’entrata tributaria erariale. Per la Corte di Cassazione il prelievo erariale unico ha natura tributaria, perché è sostitutivo dell’imposta sugli intrattenimenti.

In tutto ciò, quanto si gioca in Sicilia? Secondo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, come poc'anzi detto, in Sicilia sono stati spesi 986 milioni di euro, a fronte di un raccolto di 4,5 miliardi e di 3,5 miliardi di vincite distributive. Per quel che riguarda Slot, VLT e apparecchi di solo intrattenimento la spesa complessiva è di 481 milioni di euro, nel rapporto raccolta-vincite, di cui 340 milioni sono stati, appunto, versati a titolo tributario.